Reading

Ovviamente parliamo della città ad una cinquantina di km ad ovest di Londra, nel Berkshire. Si legge Reding, a differenza della parola reading che si legge riding. Insomma già dal nome una destinazione che crea confusione e malinteso. Ogni mese ci passo qualche giorno, inizio a riconoscere i visi alla fermata della navetta che mi porta in ufficio. Ragazzini con le uniformi scolastiche passano a gruppetti ed entrano nel supermercato di fronte alla fermata. Escono con ciambelle dorate in sacchetti trasparenti e si fermano ad aspettare il bus. Alcuni hanno uniformi sul grigio, altri sul blu. Devo  investigare sulla differenza di colore: scuola o età?  I ragazzi con la cravatta, le ragazze con una corta gonna a piegoline, che fa molto anni ’60. Schiamazzano, come ogni ragazzino ad ogni latitudine. Solo un po’ più composti: siamo inglesi, perbacco! Inglesi, di quell’Inghilterra moderna figlia di una integrazione che noi fatichiamo a digerire. Inglesi di ogni colore e sfumatura.

Gli adulti che aspettano la navetta – gratuita! – per Thames Valley Park sono tutti concentrati nell’ascolto di un qualcosa. Auricolari o cuffie professionali per ascoltare musica, molto probabilmente. Io non faccio eccezione, questa è la settimana di Ed Sheeran, per me recente scoperta. Bella scoperta, direte, ce ne hai messo di tempo. Sai la novità! Per me lo è, e lo è solo grazie alla curiosità di Alessandra, mia moglie, ed alla sua capacità naturale di porre domande.

Domande. Ecco quello che farò oggi in aula. Parleremo di domande, quali fare e come farle. Se esiste un modo per connettere le risposte alla domanda successiva, in maniera cosidetta conversazionale. Se è meglio seguire uno script o se è meglio lasciarsi andare al ritmo delle risposte, cercando di farsi un idea più completa di cosa ha in testa il nostro interlocutore. Di tecniche ne esistono tante, ma nessuna, davvero nessuna, può sostituire la curiosità, unico vero ingrediente necessario a capire chi abbiamo di fronte. O almeno a provarci.

Qui a Reading lavoro con Jim. Grande coach e amico. Ma di lui vi parlerò un altra volta, tanto lo vedo gia lunedì prossimo, a Vienna.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuito su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: