Giorno 2 – 11 Marzo

Ore 11.00

Leggo di file ai supermercati che nemmeno allo stadio il giorno del derby. Vedo foto della metropolitana alle 7.30, stazione termini, deserta. Sento dibatitti in televisione di politici che chiedono misure ancora più restrittive. Gli stessi che due giorni fa spingevano per far riaprire la zona rossa. Va beh, mi direte, chi non cambia idea è un asino. Il dubbio che lo sia anche se cambia idea mi sfiora con leggerezza.

Oggi uscirò, credo nel pomeriggio. La dispensa, a sentire il responsabile dell’approvigionamento casalingo, ci consentirebbe di andare avanti per diversi giorni, ma insomma latte pane e verdura vanno comprati. Sarà l’occasione per sperimentare in prima persona quello che leggo, sento e vedo. Sono curioso.

I ragazzi reagiscono diversamente al confinamento forzato. Non è vacanza, ma certo i ritmi sono diversi dalla normalità. I loro caratteri, le loro tendenze emergono con maggiore evidenza. Il piccolo è gia sul pezzo. Si è svegliato senza febbre e si sente leone. Matematica e francese, poi italiano. Mi chiedo quanto reggerà senza uscire, o uscendo solo per passeggiate qua intorno, senza la socialità scolastica. Quante amicizie in costruzione, quanti primiamori sono andati persi a causa del virus?

Sara è piu rilassata. I ritmi casalinghi si sposano bene col suo innato senso felino. Normalmente si alza presto, la scuola è lontana. Torna tardi, a volte esce da scuola alle tre, a casa non arriva prima delle quattro. Poi gli impegni del pomeriggio, i compiti, i disegni fino a tarda ora. Non si risparmia. Quando gli altri vanno a mille, lei si acciambella come un gatto. Quando gli altri rallentano lei spinge.  In questi giorni, senza la spada di Damocle degli orari fissi dormirebbe fino a tardi, per poi recuperare la sera. Poco compatibile, a volte ci si scontra.

Andrea è regolare. Un mezzofondista dell’isolamento casalingo, sembra aver meglio di tutti trovato il giusto equilibrio con le nuove abitudini forzate. Sperimenta tisane, propone ricette – prima o poi mi toccherà provare con lui i rigatoni gorgonzola, nduja e noci. Siamo in casa, dobbiamo pur mangiare! Si è addirittura proposto per tradurre delle cose che ho scritto, per renderle disponibili in inglese.

Alessandra, nessuna sorpresa, è chiusa in camera, sento la sua voce gestire l’ennesima riunione. Il business, come lo show, must go on. Ha già preparato il pranzo, era in piedi come al solito all’alba.Non ne abbiamo parlato, ma non credo abbia dormito bene. Mea culpa. Ho tossito un po stanotte, poi ho preso una caramella e mi sono chetato. Ma credo di aver russato, avevo il naso chiuso stamattina.

Va beh, back to work, vi aggiorno nel pomeriggio. Parleremo di estrattori e centrifughe, di amministratori di condominio e libri gialli. Di quadri da attaccare.

Dei fragili equilibri di spazio e tempo al tempo del Corona Virus.

Ore 19.00

Stasera avremo gente a cena. Cioè all’ora di cena. Video chat, penso useremo WhatsApp. Un modo nuovo per stare in contatto con il mondo di fuori, quello fatto di carne e ossa, di abbracci e baci. Tutto ciò che torneremo a vivere un domani, quando questa clausura sarà un ricordo. Perchè torneremo, non vi preoccupate.  Abbiamo iniziato intanto la nostra selezione di estrattori, quegli elettrodomestici da cucina che servono a preparare gustosi succhi – estratti – vitaminici. Da non confondersi con le centrifughe, gustose altrettanto e ricche di fibre. Se ho capito bene, nel caso degli estratti avremo più vitamine e meno fibre, con le centrifughe è il contrario. Se avete suggerimenti sono bene accetti, per ora noi propendiamo per gli estratti.

I quadri sono ancora nella scatola, oggi non faremo a tempo ad attaccarli. Sembra assurdo ma pur stando a casa – smart working, ricordiamolo, non significa no working non troviamo il tempo per fare diverse delle cose che pensavamo di poter fare. A pranzo, tutti insieme, non succede nemmeno la domenica, si parlava di questo o quel film da vedere insieme, di giochi di società che aspettano da anni di essere usati. Di libri da comprare (rigorosamente su Amazon, che di andare in libreria non mi sembra il caso). Ognuno ha un sacco di idee, poi si rimette al lavoro (o a studiare) e in parte rimandiamo a domani. C’è sempre un domani.  La sfida è far diventare oggi quel domani, prima che sia ieri. Nel frattempo Lorenzo ha rimontato una vecchia console per videogiochi, quella che aveva dismesso per fare spazio a quella di ultima (oramai penultima) generazione. L’ha installata in camera, in maniera che se la più nuova è temporaneamente occupata dal fratello maggiore – le videolezioni online continuano – lui può giocare con gli amici. In tutto ciò io mi ritrovo a lavorare e scrivere in soggiorno, quello che doveva essere il mio studio è stato occupato manu militari. Un putsch in piena regola. Esautorato delle mie funzioni e responsabilità. La sedia girevole e la scrivania controllate dal nemico. E naturalmente la televisione grande con la console più nuova.

Andrea ha dimenticato di filtrare l’ennesima tisana. Il pentolino è sui fornelli da diverse ore, dentro dovrebbero esserci  buccia di mela, cannella e l’immancabile zenzero, credo. Vi aggiornerò sul sapore, se sopravvivo.

Supermercato: avete certamente notato che non ne ho parlato. Non ci sono andato, sono rimasto a casa a fare compiti. La via dell’inferno è lastricata di buone intenzioni. Non siamo nemmeno andati a camminare. In casa c’è un po’ di tensione, dobbiamo imparare a condividere spazi e risorse. A fare la spesa è andata Alessandra con Andrea. Mi scrivono esserci una decina di persone in fila, ingressi contingentati ma tutto sommato situazione tranquilla.

Vi avevo detto che avremmo parlato di amministratori di condominio e di libri gialli. E invece ne parleremo domani. Chi avrebbe detto che in un diario avrebbero trovato spazio cosi tanti argomenti? Ricordatevi che voglio parlarvi anche del nostro limone, simbolo di una resistenza che nemmeno la Brigata Garibaldi.

Nel frattempo ho assaggiato la tisana. Qualcuno mi aiuti.

5 risposte a "Giorno 2 – 11 Marzo"

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  1. onori e onori dello smart working: sono le 12.34 ancora in pigiama a fare riunioni per gestire un’altra cosa importante che capita in questo momento particolare, il lancio della nuova windtre, per carità sono solo un anellino della catena ma anche questo anellino deve girare bene 🙂

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    1. Anellino che gira a trottola, vestita o in pigiama fa lo stesso. La somma degli anellini come te fa muovere casa, ufficio e, giro dopo giro, il paese.❤

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  2. I am strongly in favour of the translation to English idea! Google translate works for the rough idea of what is written, but there is a lot of guessing required from the reader when it comes to some of the details 😉 Still made me laugh in places though, thank you Carlo! Or maybe I should just add learning Italian to my list of things to be done in case a shutdown happens here too… Hope you guys are continuing to be all well, and not getting on each others nerves too much.

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    1. Well, I’d appreciate your effort to learn Italian! Btw Andrea is learning German, so he can translate directly in your language! Here we are well, if I understand correctly what is going to happen I guess you all will live the same experience soon….🙄

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