Giorno 6 – 15 Marzo

ore 11.00

Alla fine il romanzo l’ho finito. Ambientato a Monaco, nel 1931, è la storia di Hitler e della sua nipoite convivente di ventitre anni che viene trovata morta. Sucidio? Omicidio? Nelle note a fine libro, ho scoperto essere una storia vera. Devo peraltro delle scuse all’autore, qualche giorno fa ho definito il libro un giallo tedesco, in realtà è italianissimo. Bravo Fabiano Massimi, il tuo “L’angelo di Monaco” mi ha fatto una gran compagnia questi giorni. Ora il probema è che ho il comodino vuoto.

La pizza ieri sera è stato un gran successo. Abbiamo dovuto aspettare per trovare un tavolo libero, il forno era pieno e il ragazzo che ci ha servito aveva i capelli un po troppo lunghi, ma la pizza era buona e la birra era fresca. Mi sa che ci torniamo in questa pizzeria. Ma torneremo anche al lago, a Trastevere e a Testaccio. Prima o poi. Ce la faremo, daje.

Fuori, in quel fuori negato, c’è un bel sole. Ma un cavolo di oggetto di massimo 160 nanometri ci tiene dentro casa. Quasi quasi mi manca la fila sul raccordo. Quasi. Per prendere una boccata di aria fresca sono uscito nel piccolo giardino, ho dato un occhiata ad highlander, il limone sopravissuto al gelo. Ha un sacco di gemme. L’acero giapponese sta per esplodere, i rami sono un susseguirsi di getti nuovi. La gardenia ha due fiori quasi aperti, è cresciuta moltissimo, non è mai stata cosi rigogliosa. Insomma la natura non nutre interesse particolare al Covid19. Mi sa che il problema siamo noi.

Oggi è domenica, pausa dai compiti e dalle videolezioni. La didattica, dopo questa crisi, non sarà più la stessa. In questi giorni noi genitori abbiamo capito chi tra gli insegnanti dei nostri figli sa coinvolgere e  interessare pur non essendo un esperto di tecnologie. Basta poco, un video, un idea. Un professore ha chiesto ai suoi ragazzi di tenere un diario online. Dentro c’è tutto, creatività, condivisione, naturalmente c’è anche sintassi. Di altri professori abbiamo visto solo i compiti assegnati: leggere da pag. 122 a 126 e rispondere alle domande. Una differenza troppo grande per passare inosservata.

Ore 18.00

Il sole continua a splendere, in una domenica come questa ci stava bene un picnic o un giro in bici. Qualcuno esce per una corsetta o una passeggiata, non è vietata dal Decreto. Anche se i motivi per uscire non contemplano la passeggiata o la corsetta per tenersi in forma tra i quelli che consentono di evadere. Ma sul sito del Ministero dell’ Interno – pur ribadendo che sarebbe meglio stare a casa – è esplicitamente detto che una passeggiata si può fare. A me sembra un pastrocchio. Obbligo o opportunità. Divieto o possibilità. Non siamo in Cina, dove avevano soldati all’angolo delle strade per controllare. Noi ci muoviamo con un autocertificazione, prendiamo una multa o una denuncia. La nostra scelta parte dalla reale posssibilità di essere controllati e dalle relative eventuali conseguenze. E il senso civico di un comportamento individuale per il bene collettivo se ne va a quale paese. Molto italiano, purtroppo. La frustrazione del bambino che vorrebbe andare – con questo sole – al giardino a tirare due calci al pallone, al quale hai detto no, non si può, non è giusto, diventa senso di ingiustizia. Lui va a correre e io non posso andare al parco. Passeggiare si, palleggiare no. Questione di consonanti.

Domani è Lunedi, si torna allo smart working. Ci si vedrà con la famiglia solo per pranzo, che per il resto della giornata staremo chiusi nelle nostre stanze. Il vero significato di separati in casa.

Sono anche curioso di sentire, domattina, nella riunione di team, i commenti dei colleghi europei alle misure messe in atto dai vari governi. Mi sembra che diversi paesi abbiano fatto scelte simili alle nostre. Amici stranieri mi hanno mandato immagini di assalti ai supermercati tipo hooligans. E da molte parti un convergente timore: sembra che uno dei beni di prima necessità tra i piu saccheggiati sia la carta igienica. Ora, anche noi ci abbiamo scherzato, ma non mi sembra si sia andati in sofferenza. Vivendo in casa, dopotutto,  si può usare il bidet. Ah, già. Ad avercelo.

Notizia del giorno: abbiamo attaccato i quadri.

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