Giorno 8 – 17 Marzo

Ore 10.00

Ci sono delle cose che puoi fare quando sei in casa, per un periodo cosi lungo. Oltre a lavorare, naturalmente. Come in ogni situazione della vita, la necessità ha amplificato la nostra capacità di imparare. Studenti e professori legati da uno strumento nuovo – che mostra con chiarezza chi ha voglia di fare e chi no, stavolta non solo guardando ai ragazzi. Persone mature che videochattano nemmeno fossero adolescenti alle prese con il loro primo amore. Persone che al massimo preparavano una fettina una girata e una voltata che che si improvvisano cuochi che a me vissani mi spiccia casa. E’ il bello del virus, se del bello c’è. Ieri sera ho fatto yoga on line e mi è piaciuto, domani si replica. Valentina, che ci ha guidato, era preoccupata per la mia schiena. Alessandra, vicino a me, sussurrava fai piano, stai attento. Le loro parole un riflesso dell’affetto e dell’attenzione per la mia salute. Ma le mie viti al titanio reggono ben altro, pupe (notare il tono da humpreybogart).

Prima di immergermi nella prossima riunione – sarò alle prese con dei colleghi di Bangalore – ho messo un po’ a posto casa. Alessandra è uscita presto – beata! – per fare la spesa, non andavamo da Venerdi scorso, serve un po’ di tutto. Sono curioso di sapere che situazione ha trovato. Prima che uscisse ci siamo chiesti qual’è la prima cosa che faremo non appena questa restrizione finirà. Perche ne usciremo, daje. Forse una pizza al lago con gli amici, certo una visita ai genitori e ai fratelli. Naturalmente il lavoro in ufficio. Mi chiedo se questa pausa forzata dalla socialità farà cambiare in maniera definitiva alcune abitudini – ad esempio orari – e priorità. O se torneremo ad essere assorbiti da quelle vecchie, pre Virus. Si dice che nulla sarà come prima, ma io non sono ancora convinto.

Siamo al giorno 8. Manca ancora parecchio e i dati di diffusione del Virus sono ancora allarmanti. ResistereResistereResistere, disse un magistrato il 12 Gennaio 2002. Rileggendo la cronaca di quel giorno di quasi venti anni fa mi rendo conto di quanto la società non sia cambiata poi cosi tanto. Dove non riuscì il pool milanese magari riesce il Corona Virus: a far mettere l’interesse comune al primo posto.

Ore 17.30

C’era un tedesco, un inglese e un italiano… avete presente l’inizio delle barzellette? Vi dicevo stamattina di una delle riunioni che avevo in programma. Un italiano che spiega ad un indiano le caratteristiche di una attività con la Pubblica Amministrazione che, per essere fatta, necessita di una approvazione da parte di un americano. Tabelle e numeri, ipotesi di lavoro e clausole contrattuali. Per ogni punto poco chiaro della questione va prodotto un documento esplicativo. Praticamente ho da scrivere fino a Natale. Dall’India mi hanno rassicurato: seguono la crisi del Corona Virus e ci sono vicini. Mi sento meglio.

Nel frattempo le notizie non mancano. E’ ufficiale il rinvio del campionato europeo di calcio che si sarebbe dovuto giocare da Giugno in poi. Le mascherine sono sempre merce rara. Qualche politico passeggia, ma forse faceva la spesa. Cambia il modulo dell’autocertificazione.  E’ confermato che la febbre più alta di 37 e mezzo è uno dei segnali di allarme. Gli uomini, finalmente, hanno l’evidenza scientifica che con un febbrone simile bisogna stare a casa. E le mogli mute.

Oggi per la prima volta nella storia ha chiuso il Santuario di Lourdes, questo mi spinge ad interrogarmi sul rapporto tra fede e scienza. Vuole forse dire che Il Corona Virus è più forte del possibile miracolo? O che un miracolo non ha necessità di un luogo catalizzatore? O che, in barba alla santità del luogo, è possibile prendersi il virus che poi nemmeno un miracolo ti toglie? Sono confuso. Non sarebbe la prima volta, peraltro.

Mentre vi scrivo mi giunge notizia dalla regia che tra le cause di necessità c’è anche l’accudimento di colonie feline e animali randagi. Sembra che la fonte sia il Ministero. La lobby delle gattare dimostra ancora una volta la propria potenza.

 

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