Giorno 9 – 18 Marzo

Ore 11.00

Con il susseguirsi delle chiusure nei vari paesi del mondo, lo chiamano modello Italia, ci arrivano immagini di code. Francesi, tedeschi e inglesi accomunati dalla necessità di fare scorte. Treni e aereoporti presi d’assalto per ritornare a casa prima del blocco totale. Insomma quei comportamenti che abbiamo biasimato qui in Italia, che pensavamo ci avessero fatto fare brutta figura in giro per il mondo. Che si dimostra, il mondo, davvero paese. Gli americani fanno invece la coda davanti ai negozi di armi. Questa necessità di difesa dal nemico è davvero solo loro. E’ paura e sfiducia, un senso di debolezza collettiva. Qualche tempo fa, ero in Florida per lavoro. All’ingresso della sede locale della multinazionale per la quale lavoro, c’era un cartello che chiedeva ai dipendenti in possesso di armi di non tenerle in vista. Insomma, nello zainetto puoi avere un mitra, ma per favore non farlo vedere in giro.

Vi dicevo giorni fa che sul comodino ho finito la scorta di libri da leggere. Mi succede raramente e quando sono in questa condizione vado a perdermi in uno di quei templi laici pieni di carta, profumati di stampa. Quando sarò grande mi piacerebbe officiare funzioni in uno di questi luoghi sacri. In alcune di queste librerie mi piace chiacchierare con i proprietari, quelli che negli anni mi hanno dato buoni consigli e fatto scoprire autori che non conoscevo. Ad Albano c’era – e non c’è più – un luogo antico gestito da due persone fantastiche. Hanno chiuso, forse schiacciati da concorrenza on line e dal fatto che leggiamo poco. O forse solo perchè erano stanchi. Libreria delle Baruffe, mi manchi. Amazon oggi da priorità alla consegna, per via della crisi, solo ai generi di prima necessità. I libri, buona notizia, sono considerati tali. Credo che darò un occhiata, qualcosa devo pur leggere e leggo solo su carta. Farò a meno del consiglio del libraio, maledetto Virus.

Stasera, dopo quindici giorni di isolamento a causa di un possibile contatto con un collega colpito dal virus, torna in studio Bruno Vespa con uno speciale Porta a Porta. Io personalmente non ne sentivo la mancanza. Un motivo in più per cercare un bel film da vedere tutti insieme, visto che a spasso non ci possiamo andare. Ma ne usciremo, daje.

Ore 17.30

Mentre ero in riunione via skype con colleghi e clienti tedeschi mi sono distratto un attimo guardando le ultime notizie sulle home page dei maggiori quotidiani online. Per alcune regioni si invoca una stretta ancora più incisiva, presto mancheranno posti in ospedale. Ho perso interesse nell’argomento che stavamo trattando, mi è sembrato vuoto e lontano.  La situazione la fuori non sembra tranquillizzante, affatto. Qua dentro, nella nostra bolla di quotidianità, le ore scorrono invece tranquille. Normali discussioni tra fratelli o tra genitori e figli non sono segno di un nervosimo aggiuntivo. Si discuteva anche quando la porta di casa era aperta.

Ieri era l’anniversario dell’Unità d’Italia, passato in sordina. Non è tempo di celebrazioni. Vari paesi espongono il tricolore in segno di solidarietà. A Dubai il Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo, è illuminato di bianco, rosso e verde. Trump  twitta le frecce tricolori. Ce la faremo, ne usciremo, daje. In quante altre occasioni poteva essere importante una solidarietà mancata. Quello che è vero nel grande può esserlo anche nel piccolo. Vicini di casa siete avvertiti: alla prossima riunione di condominio una ondata di miele ci inonderà. Marceremo compatti, uniti e buonissimi nella scelta dell’amministratore. Forse.

Domani è San Giuseppe. Già vedo gli auguri al Presidentissimo Conte, nuovo sex symbol nazionale che Rocco Siffredi scansati proprio. Auguri, Giuseppi! Nel mio piccolo mi acconterei del lavoretto che i miei figli riportavano dalle scuole elementari per la festa del papà. Gli alunni di oggi faranno invece un portapenne online con tanto di cartoncino augurale in 3D. Per i bignè di San Giuseppe avrei comunque spazio. Che non si dica che non vi avevo avvertito.

Una risposta a "Giorno 9 – 18 Marzo"

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  1. Salve,si continua a stare a casa. Ho riletto Peter Handke e sto rileggendo Beckett. MI rileggerò Carla Lonzi, poi. Martedì spero riapra la biblioteca per vedere se hanno Aramburu….

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