Giorno 11 – 20 Marzo

Ore 10.30

(modalita pippone on)

Per tutti coloro che lavorano nella filiera di contrasto al Virus, uscire la mattina è come una missione. Top gun con le mascherine, difensori di una umanità impaurita e chiusa dentro casa. A loro, a tutti loro, dai medici agli addetti alla preparazione dei pasti, dagli infermieri a chi fa pulizie negli ospedali, va il nostro rispetto e gratitudine. Per chi lavora da casa in fondo invece non è cambiato molto. Si fanno riunioni, si scrive, si telefona. In alcune situazioni c’è addirittura più lavoro, quando si devono riorganizzare servizi che rimangono aperti se pur con meno addetti o con strumenti nuovi e non familiari. Il rischio – per tutti, quando siamo a casa, è quello di abituarsi alla pigrizia del momento. Una mia collega, sulla sua bacheca social, ci ricorda che la vita è un gelato: vivila, goditela prima che si sciolga. Oggi più di ieri non rimandiamo a domani tutto quello che possiamo fare oggi. La differenza sul come usciremo da questo periodo starà nel come lo abbiamo vissuto. Cerchiamo intensità nelle piccole cose.

(Modalità pippone off)

Alessandra mi ha fatto riflettere sull’effetto del  nuovo modo di stare in contatto con i nostri amici e parenti, Non più di persona, non più con telefonate mentre siamo nel traffico sul raccordo anulare. Non solo con un messaggio sulla chat di WhatsApp. Ci diamo appuntamento con skype, zoom e piattaforme simiili e questo ha un effetto collaterale interessante. Entriamo in casa delle persone, nei loro salotti, nelle loro camere da letto. Tutto questo molto più che in passato. L’impossibilità del contatto di persona ha moltiplicato la voglia di sentirsi e vedersi, più di come l’abitudine degli ultimi anni ci avesse spinto a fare. Uno stimolo ad annaffiare il fiore dell’amicizia che a volte rischiamo di far inaridire presi da quei mille impegni che ci distraggono. Per assurdo siamo più vicini, più intimi. Per me una lezione da tenere a mente.

Appare chiaro che le scuole rimarranno chiuse e le attività non riprenderanno ad inizio Aprile, che faremo Pasqua in casa e pasquetta in giardino o balcone, che le modalità dell’esame di maturità sono tutte da definirsi, che è inutile pianificare le vacanze estive.  Appare chiaro che il prossimo futuro non è chiaro. in questa nebbia navighiamo a vista. Ce la faremo, daje, vedremo l’arcobaleno dopo la pioggia. Anzi due.

Ieri sera strepitoso abbacchio con patate, un anticipo di Pasqua. Ale, grazie di esistere.

Ore 17.00

Il tempo continua ad essere bello, splende il sole sul Corona Virus. Appena finite le riunioni quotidiane ho deciso di fare un minimo di giardinaggio. Mi servirebbe terra nuova, qualche piantina stagionale. Ma più che per curare quei pochi metri quadrati di verde lo faccio per stare all’aperto, ho il cervello in pappa. Serve ossigeno e lavoro fisico. Tolgo erbacce, qualche ramo secco. Provo a fare spazio ad una pianta, un esplosione di verde che mi piacerebbe contaminasse anche un pezzetto di terra nuda. Avere un piccolo sfogo all’esterno in questo periodo è un valore immenso. Sembra che la prossima settimana le temperature scenderanno, tornerà la pioggia e forse, addirittura, del gelo tardivo. Mi preoccupo per i fiori della gardenia che sono prossimi a sbocciare, o a quelli del limone che dopo tanta fatica sembrano numerosi. Anche se, oggettivamente, i motivi per preoccuparsi sono ben altri.

Da domani a Roma e provincia i controlli su chi è in giro non saranno più a campione. Verranno istituiti dei posti di blocco. I parchi saranno chiusi. Si potrà portare il cane a spasso solo sotto casa.  A Milano ci sono i militari a presidiare le strade. Tempi duri, durissimi, per chi esce clandestinamente. Amanti, sportivi e passeggiatori abusivi, siete avvisati.

Il secondo weekend chiusi in casa sta per iniziare. Mi piacerebbe andare al lago, quel lago che si vede nella foto in questo post. Un collega tedesco mi ha chiesto se la foto è ciò che vedo dalla finestra. No, il lago non lo vedo, è solo qualche centinaio di metri lontano, ma non lo vedo. Ma torneremo a vederlo, a passeggiare, a mangiare la pizza da Ricciotti. A fare il giro del lago in bicicletta. Ce faremo, daje.

Una risposta a "Giorno 11 – 20 Marzo"

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  1. ..appare chiaro che la prova bilancia è a rischio, beh, a casa tua almeno c’è un buon motivo. Da me l’aumento di peso è dettato solo dall’aumento di consumo di cibo-spazzatura: come sai, io non somiglio ad Alessandra, (nemmeno) in cucina, quindi, niente abbacchio con patate.
    ps: tra i tanti, sareste invitati pure ad un video-aperitivo con noi..vero è che il lavoro si è dilatato al punto da assorbire anche il tempo prima dedicato agli spostamenti, quindi, insomma, tempo libero non ce n’è. Magari aspettiamo il weekend per questo ape in balcone?

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