Giorno 13 – 22 Marzo

Ore 11.00

Misure aggiuntive, sempre più chiusure, sperando di avere meno persone in giro. Economia che frenerà bruscamente, posti di lavoro che balleranno sempre di più, per più categorie. L’annuncio di ieri sera del Presidente del Consiglio – misure attese e necessarie – segna un escalation nella lotta al virus. Ho dormito male, sogni scuri, e stavolta non è nemmeno responsabilità della cena. E’ che la preoccupazione monta, inevitabile. Siamo nel bel mezzo di una guerra, soldati senza armi se non quelle dell’isolamento sociale. Ad un costo elevatissimo. So che a qualcuno non piace il parallelo con la guerra, quella delle bombe e dei morti ammazzati. E forse hanno ragione. Chi ci è passato, i nostri anziani o chi viene da paesi meno fortunati del nostro, ci raccontano di fame, dolore e distruzione. Cose che noi nemmeno immaginiamo e dalle quali, nonostante la situazione, siamo lontanissimi. Ma nessuno di noi avrebbe mai immaginato di trovarsi su questa trincea sanitaria.  Ma ce la faremo, daje.

Per tenere alto il morale il generalissimo di casa nostra, duce supremo e comandante in capo, si ingegna in cucina. Ieri è stato il turno di una crostata misteriosa. E’ uscita dal forno verso le nove di sera, dopo qualche minuto per il necessario raffreddamento, io e il capo ne abbiamo assaggiata un pezzetto. Miracolosa. Marmellata di albicocche di nonna Anna, unita alla maestria del Dux Cucinae. Deve però essere stata fatta con una farina troppo leggera, è evaporata, letteralmente. Oggi è il turno degli gnocchi. Siamo italiani, se dobbiamo soffrire non sarà per l’alimentazione.

Un collega danese, per lungo tempo a Malaga e ora a Dublino, dedica un bel pensiero ai suoi colleghi e amici Italiani. Amico mio, ho tanto il sospetto che presto si moltplicheranno i paesi per i quali saranno necessarie preghiere e solidarietà. In Europa e altrove, il virus non ha problemi di lingua, si muove lentamente ma inesorabilmente. Grazie per il pensiero, spero di non doverlo ricambiare.

In questo periodo, normalmente, ci si organizza per le feste di Pasqua. Detto che il pranzo tradizionale sarà inevitabilmente nell’intimità della famiglia, ci si interroga su Pasquetta. C’è chi accetta scommesse sul tempo, quest’anno sarà splendente, ovviamente. Tutti, nessuno escluso, rimpiangeremo l’acqua presa gli scorsi anni.

ore 17.00

Domenica, la seconda domenica completamente al chiuso. Sembra non per tutti. Leggo di persone fermate sulla via Appia antica che sostenevano stessero andando a fare la spesa in Prati. Qualcuni aveva organizzato una festa in giardino con una decina di invitati. Qualcuno a Corigliano Calabro è stato fermato e denunciato perchè andava a caccia di Pokemon. In un parco è stata fermata una partita di pallone. Mi diverte leggere le motivazioni delle denuncie, trovo che la creatività sia un nostro tratto distintivo. E credo anche sia una piccolissima minoranza, qui in giro c’è un silenzio che non avevo mai sentito. Servirà a farci uscire prima da questo incubo.

Oggi abbiamo mangiato gnocchi fatti in casa, dalle due gnocche della famiglia. Squisiti. Se c’è un valore ritrovato derivante da questa crisi è il tempo passato intorno ai fornelli. Abbiamo una lunga lista di desideri gastronomici che vogliamo soddisfare. Abbiamo fatto (in realtà ha fatto tutto Alessandra, con Andrea addetto alle Tisane e Sara addetta ai Pancakes dietetici. Lorenzo pancakes normali. Io mangio) Pizza, gnocchi, panLimone, Crostata, abbacchio con patate, BBQ… e abbiamo una spettacolare pasta e ceci che ci aspetta per domani. Andrà tutto bene e certamente andrà tutto stretto. Forse ci voleva un virus per farci apprezzare la gioia di stare insieme, preparare un piatto particolare insieme. Bere un bicchiere insieme. La parola chiave è insieme. Poi certo, se hai un fenomeno in casa – Masterchef scansati – tutto è più facile. E buono.

E’ di questi minuti un ordinanza che blocca i trasporti pubblici tra comuni diversi. Un passo in più, un altro. Il non aver contezza di quanto lungo sia ancora il cammino aumenta l’incertezza. Ma ce la faremo, daje. La mia agenda di domani, nonostante tutto, è ancora piena di riunioni. E non mi dispiace, nemmeno un po’.

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