Giorno 14 – 23 Marzo

Ore 11.00

Di nuovo lunedi, di nuovo mattinata di riunioni e telefonate.  Pecunia non olet e del virus non gliene frega niente. Pecunia aziendale, of course. Il sole splende, ma la temperatura la fuori si è abbassata parecchio. Se uscite, oggi, mettete una giacca in più. Che a fare la coda al supermercato si rischia il raffreddore. Le attività familiari, se pur con una inerzia lenta, sono iniziate regolarmente. Andrea è a lezione, Lorenzo anche. Sara lo sarà tra poco. Ale in call. Io al computer, prima una call con Bangalore, poi Vienna. Poi una tutti insieme appassionatamente, da Dubai a Stoccolma. Si chiama globalizzazione. Sono tutte riunioni interne, di allineamento su quanto stiamo facendo. Di pianificazione. Quanto parliamo! Processi, metodologie, corsi, allineamento, condivisione. Alla fine della giornata siamo tutti super informati, poi manca il tempo per fare le cose necessarie.

Cosa ci resterà di questo periodo? A parte i kg in più, si intende. La società sarà la stessa di prima? Certo, viaggeremo, vedremo ancora posti nuovi ma sarà lo stesso di prima? Penso agli eventi che hanno influenzato i nostri comportamenti, tra tutti l’undici Settembre – l’attentato alle torri gemelle di New York. Viaggiare non è stato più lo stesso, certi comportamenti oggi normali sono stati introdotti dopo quella data. Controlli, code, cosa, oggi, si può e non si può portare a bordo. Mi chiedo come cambierà la nostra vita dopo il Corona Virus.

Credo che tra pochi giorni verrà il momento della rivincita per Andrea. Anni fa, era piccolo, provai a tagliarli i capelli. Non ricordo il motivo, non ricordo perchè non andammo da Sabino, il barbiere di Castel Gandolfo (del quale ho usato nome e caratteristiche per un racconto che trovate qui). Insomma gli tagliai i capelli io. Non con le forbici, naturalmente. Usai una macchinetta e devo dire che andò abbastanza bene. Fino alla sfumatura. Forse lui si mosse e qualcosa andò storto. Storto nel senso letterale del termine, aveva una riga obliqua sulla nuca. Provai a pareggiare il taglio ma ovviamente peggiorai la situzione. Davanti era tutto sommato accettabile, dietro un disastro. Ci vollero un paio di mesi per avere un taglio decente. Tra qualche giorno Andrea avrà la macchinetta in mano e la mia testa davanti. Non credo di resistere fino alla riapertura di Mab – il mio hair stylist di fiducia. Andrea, non mi porti rancore, vero?

Ore 17.30

In casa c’è un silenzio innaturale, per esserci cinque persone. Ognuno nel suo spazio,  impegnato come fosse in ufficio o a scuola. Poi non è dato sapere se sullo schermo e nelle cuffie passino solo bit scolatico-professionali. Ho il sospetto che social e giochi vari occupino una parte consistente della rete. Prego ogni giorno che la rete tenga. Che non si perda nemmeno un bit,  che senza connessione non si va avanti. E non è solo la rete a preoccuparmi. La lavastoviglie viaggia ad un ritmo insolito, il frigorifero è un continuo apri e chiudi. Il forno non ve lo dico proprio. Solo la lavatrice, visto che non usciamo, ha un ritmo più tranquillo del solito. Tutto il resto è in pieno stress test.  Non mi è chiaro,  in periodo di lock down, chi e come potrebbe fare le piccole riparazioni agli elettrodomestici in caso di necessità. Per non parlare di idraulici ed elettricisti. Incrocio  le dita.

Torno a parlare di Camilleri, lo avevo già fatto Lunedi scorso. Stasera è in programma “la Concessione del telefono”, un film tv tratto dall’omonimo romanzo. Montalbano stavolta non c’è. In una Vigata di fine ‘800 un commerciante chiede la installazione di una linea telefonica. Il romanzo è un piccolo autentico capolavoro, di gran lunga il mio preferito tra ciò che ha scritto l’autore siciliano. Stasera televisione prenotata. Già, perche a casa nostra vige la prenotazione della TV. Poche settimane prima della chiusura abbiamo infatti terminato alcuni lavori di ristrutturazione che – come risultato finale – ci hanno fatto guadagnare una stanza nella quale abbiamo una bella TV e un divano comodo. E’ gestita attraverso un complesso sistema di prenotazione e stasera tocca a me! Il fatto che in quella stanza c’è anche la mia scrivania e che sarebbe dovuta essere il mio spazio naturalmente non mi da alcun vantaggio nell’uso. C’è sempre un posto comodo che mi aspetta, in corridoio. E sono comunque fortunato, non faccio call dal bagno.

Leggevo poco fa, seguendo un post di una runner vera, ex collega, un interessante particolare della vita di Nelson Mandela. Nei primi della sua reclusione correva un ora al giorno. Tutti i giorni. Sul posto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuito su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: