Giorno 15 – 24 Marzo

ore 12.00

Per la prima volta dall’inizio della crisi i numeri sembrano in leggero calo per due giorni di seguito. Non so se è una luce in fondo al tunnel, potrebbe essere solo una flessione temporanea dettata da un migliore controllo nelle aree più impattate. In altre zone i numeri crescono. Interpretare questi numeri nel ruolo di epidemiologi e statistici formati all’università del social è del tutto inutile. Non è inutile la speranza che dietro quella flessione ci sia uno sprazzo di cielo azzurro, un pezzo di spiaggia, un giro in bici, un abbraccio. Ce la faremo, daje.

Ieri sera mi sono goduto uno strepitoso Corrado Guzzanti, nel ruolo del prefetto, nel film TV di Camilleri, la concessione del telefono. Una parte minore, che mi ha strappato diversi sorrisi, fedele quanto basta al romanzo. Se lo avete perso cercatelo, credo sia su Rayplay. Vale la pena di passare un paio d’ore. Poi, nella prima parte della notte, non sono riuscito ad addormentarmi subito, mi sono chiesto se l’affresco di Vigata del 1891 differisce molto da quello del resto d’Italia, oggi. Richiesta di autorizzazioni, pareri vincolanti delle autorità, amicizie influenti, piccoli ricatti. Per non parlare di come – nel film – certi corpi dello Stato esercitassero un controllo che andava ben oltre i propri poteri.  Non mi sembra che oggi sia cosi diverso, più tecnologico certamente, ma simile, troppo simile. La storia a cui si è ispirato Camilleri è vera, romanzata ma vera.

Stamattina ho letto una grande notizia. Netflix porterà sullo schermo L’eternauta, un fumetto di fantascienza di Héctor Oesterheld e disegnato da Francisco Solano López, pubblicato dal 1957. E’ considerato un capolavoro, una storia bellissima che anticipa, profeticamente, la situazione legata alla dittatura di Videla nell’argentina della seconda metà degli anni 70. Io la lessi su Lanciostory e me ne innamorai, sarà stato il 1977 o forse l’anno dopo.  Non sapevo, mentre la leggevo, cosa stesse succedendo in Argentina in quel periodo. Migliaia di persone, aperti oppositori del regime o semplici sospettati di idee in contrasto con i militari, furono llevati – portati via, fatti sparire. Il dramma dei desaparecidos. Lo stesso Oesterheld, cosi come le figlie, fu rapito, nell’Aprile del 1977. Qualche anno fa sono stato per lavoro a Buonos Aires e mi ha colpito come Plaza de Mayo veda ancora, a distanza di tanti anni, donne alla ricerca della verità circa la scomparsa di loro congiunti. Tutta la storia è descritta in maniera fredda – e per questo più penetrante – dal magnifico Le Irregolari – Buenos aires horror tour – di Massimo Carlotto. Un altra cosa da non perdere, tempo ne abbiamo, per leggerlo o rileggerlo.

Ore 17.30

Ale è tornata dalla spesa. Le buste piene, forse qualche cosa in più di una spesa normale, ma niente superscorte da bunker antiatomico. I supermercati di zona, a meno di qualche inevitabile fila, reggono l’urto.  Chi non regge l’urto è il mio umore. Volevo andarci io a fare la spesa, uffa! Un alto momento di socializzazione, mi fa un paio d’etti di cotto, tagliato non troppo fino per favore, scusi dove trovo la frutta secca sgusciata? La prossima volta tocca a me! Deve toccare a me!

E’ di poco fa la notizia che i benzinai minacciano una serrata e che la benzina, di conseguenza, potrebbe scarseggiare. E’ partita la corsa al pieno. Io e Ale siamo fortunati, abbiamo il pieno fatto poco prima del blocco e, non essendo usciti, i serbatoi non si sono svuotati. Mi fa riflettere come ogni giorno ci sia qualche elemento del sistema che va fuori giri. Come se – e dico se – mancasse una visione integrale del sistema, come se ogni elemento che contribuisce a tenere in piedi il tutto rispondesse a logiche differenti e non convergenti. Sanità pubblica e privata, grande distribuzione e supermercati aperti la domenica, anzi no, anzi si, trasporti locali ora razionati ora no, regioni con diverse richieste, mascherine introvabili. Ora i benzinai.  Come se – e dico se – mancasse una cabina di regia unica a governare l’immensa catena del valore del sistema paese. Forse una distribuzione delle competenze va bene per le situazioni ordinarie, ma si trasforma in una frammentazione di responsabilità e sensibilità che non vanno d’accordo con l’emergenza.

Le Olimpiadi di Tokio sono ufficialmente state rinviate al 2021. Non era mai successo, nella storia dei moderni giochi Olimpici, che un edizione fosse spostata. Solo tre edizioni vennero cancellate, una durante la prima guerra mondiale e due durante la seconda. Un evento planetario che ha resistito a guerra fredda, boicotaggi, attentati. E invece l’edizione giapponese soccombe, cancellando per alcuni atleti il sogno di una vita. La salute e il controllo della pandemia hanno una ovvia precedenza, ma anche questo elemento ci da la misura della storicità dell’evento che stiamo vivendo. Solo la guerra, quella mondiale, ha avuto un impatto peggiore, cancellando i giochi. Lo racconteremo, come gli anziani di oggi raccontano la guerra. Che rimane, non se ne abbia a male il virus, peggiore di qualsiasi pandemia.

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