Giorno 19 – 28 Marzo

Ore 14.00

Immagini storiche segnano un epoca, molto più di racconti e cronache dettagliate. Foto di soldati dicono più dell’inviato di guerra, che pure dalla prima linea riesce a farti sentire l’odore della cordite. Ma la potenza dell’immagine, per la sua semplicità nel raggiungere ciò che abbiamo dentro, si erge a memoria collettiva di un evento, di un fatto.

I Beatles sulle strisce pedonali, il soldato che cade colpito alla schiena, il bacio del marinaio a Times Square, Albertone con gli spaghetti. La colonna di carri armati fermati da un uomo a piedi a piazza Tiennamen. L’undici Settembre immortalato da mille foto, qui anche con la drammaticità dei video. L’iconico Che Guevara, i bambini, tra cui uno nudo, che scappano piangendo nella guerra, circondati da soldati apparentemente indifferenti, Niel Amstrong e il suo primo passo sulla luna. Tutti noi abbiamo visto queste foto e le colleghiamo a qualche fatto personale. Alcune, quelle dei fatti più recenti, le abbiamo quasi vissute, come se le avessimo scattate noi. C’eravamo. Chi non ricorda dov’era e cosa stesse facendo l’undici Settembre, mentre due Jet pieni di persone abbattevano le torri gemelle a New York? Io ero in ufficio e ricordo parole, persone e gesti di ogni singolo momento. La telefonata con Alessandra, che era davanti alla televisione a casa, in maternità per la nascita di Sara da pochi mesi.

Ieri abbiamo vissuto un altro di questi momenti. Un immagine potentissima, che da sola racchiude questo periodo, che finirà presto nei libri di storia. Papa Francesco, da solo in una Piazza San Pietro deserta, livida per la pioggia, prega. Vestito di bianco, piccolo nella enormità della piazza, a rappresentare l’intera comuntà nell’invocazione a Dio. Un gigante che ha saputo far cogliere anche a chi non crede, anche a me, l’importanza storica del momento. Tra i mille nani e sciacalli che infestano la comunicazione, quest’uomo di quasi 84 anni ha dato una lezione di semplicità, segnando indelebilmente il tempo che viviamo.

Mi è piaciuto anche, se pur con una dimensione meno storica, il fuori onda di Mattarella, molto semplice anche lui. Presidente, posso prestarle Andrea, se crede. Domattina farà i capelli anche a me. Parlando invece di nani la menzione del giorno va a chi ha affisso quel cartello nell’androne del condominio di Pisa, dove vive una dottoressa impegnata nelle terapie contro il virus. Alcuni condomini le hanno raccomandato attenzione nell’uso degli spazi comuni. Certo, la paura è tanta. Certo, poi si sono scusati. Certo. Ma il gesto rimane, tutti bravi dai balconi e con i social ad esprimere una solidararietà pelosa. Per favore, mi stia lontano.

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