Giorno 27 – 5 Aprile

ore 18.00

La prima difficoltà è stata inserire la cassetta dal verso giusto. Ora che siamo abituati alla tecnologia digitale, smartphone, Netflix, a tutto ciò insomma alla portata di un click, qualcosa con un nastro che gira sembra roba di prima della guerra. E invece fino a solo pochi anni fa si videoregistrava un programma che si aveva paura di perdere, la partita o quel film che avevi perso al cinema e che passavano in televisione proprio quella sera che avevi un impegno a cena. Oggi c’è un senso di precarietà nel vedere un filmato con il sottofondo del ronzio del nastro. Sembra che potrebbe rompersi da un momento all’altro. E’ una cosa meccanica, scorre. Va avanti e indietro, si consuma. Nel suo alloggiamento ci sono diverse parti in movimento, testine, cuscinetti.

Abbiamo visto un paio di filmati di diversi anni fa. Il nostro matrimonio, più di venticinque anni fa. Un anno incredibile. In Gennaio in Chiapas, Messico, l’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale insorge durante la notte assediando alcuni centri abitati del Chiapas. In molti luoghi, riescono a farlo senza sparare un colpo, in altri sono costretti a combattere. Il subcomandante Marcos che alcuni considerano un nuovo che Guevara. In Febbraio viene rubato dalla Galleria Nazionale di Oslo L’urlo di Munch. Verrà ritrovato pochi mesi. In Marzo Schindler’s List, di Steven Spielberg, vince 7 Oscar. Ad Aprile muore Kurt Kobain, a Maggio è il turno di Ayrton Senna mentre Bettino Craxi si rifugia ad Hammamet. Ad Agosto L’IRA annuncia la completa cessazione delle proprie operazioni militari e L’Armata Rossa lascia l’Estonia e la Lettonia. A Settembre viene pubblicata la dimostrazione dell’ultimo teorema di Fermat. Ad Ottobre Pietro Pacciani è condannato all’ergastolo per 7 degli 8 delitti del mostro di Firenze.

Il 3 Dicembre, mentre io e Alessandra convolavamo a giuste e felici nozze, la Sony Computer Entertainment presentava la PlayStation. Circa un terzo della popolazione mondiale non c’era all’epoca di questi fatti. Se li ricordate sappiate che non siete nuovi di fabbrica e che la vostra garanzia, come la mia, è scaduta da un pezzo.

Insomma ci siamo visti qualche immagine di quel nastro, era tanti anni che non lo toccavamo. Abbiamo rivisto parenti purtroppo scomparsi, amici irriconoscibili ed altri uguali a come sono ora. Qualche amico, pochi ma è doloroso pensarci, perduto di vista. Il prete che ci ha sposato, da parecchio non veste più l’abito talare, a quello sacro ha preferito l’amor profano. I nonni dei nostri figli erano appena più grandi di noi, ora. Mio padre c’era ancora, ora si fuma le sue Marlboro seduto da qualche parte, lassù. Chissà se ora avrebbe avuto voglia di parlare con me, allora avevo l’impressione non ne avesse troppa. Abbiamo rivisto il riso lanciato all’uscita dalla chiesa assieme agli spaghetti di Stefania. Nel fare avanti e indietro per guardare meglio un particolare – Ma quello chi è? Guarda che capelli avevo! Ma c’era anche lui, non mi ricordavo – il nastro è uscito dalla cassetta ed abbiamo temuto di aver perso una parte di questa testimonianza oramai quasi storica. Fortunatamente funziona ancora. Nella lista della cose da fare appena possibile c’è il riversare la cassetta in un formato meno deteriorabile.

Abbiamo anche visto “una giornata di Sara”, regia di Nonno Vittorio, un filmato con tanto di titoli, montato con una tecnologia che oggi sembra dell’età della pietra. Sara, pochi mesi, a casa dei nonni. Mandava baci, scuoteva la testa quando la nonna gli diceva di fare “dindolon”. Le labbra tali e quali a quelle di oggi, disegnate da un artista tanto ignoto quanto bravo e scolpite nel marmo. Una piccoletta dolcissima, oggi donna. Di nascosto, che altrimenti Sara si sarebbe imbarazzata, mi sono asciugato un paio di lacrime, ma secondo me era l’allergia alla polvere. In una delle scene c’era anche Andrea, nella foto che vedete qua sopra. Nella lista delle cose da fare c’è anche da farsi dare dal regista di allora le cassette con le giornate di Andrea e di Lorenzo. Del quale, essendo nato in epoca successiva, abbiamo diverse testimonianze nativamente digitali. Andrea, Sara, siete già vecchi…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: