Giorno 29 – 7 Aprile

ore 12.00

Notte lunga e scura, notte senza la sera (dicevano i Tazenda). Sonno fragile, la minore quantità di  attività fisica mina la regolarità del sonno. Io vado a letto molto tardi e nonostante tutto fatico a trovare pace. Alessandra ha il sonno delicato, Lorenzo ha preso da lei. Stanotte, tra l’una e le due, dormiva solo Andrea. Lorenzo è passato in camera da noi, si è fermato un po’ e poi è andato a farsi una camomilla. Ale lo ha raggiunto, e a trovato Sara. Insomma, notte scura, notte senza la sera (dicevano i Tazenda).

Una delle cause, secondo Lorenzo, è l’assenza di stanchezza. Nella sua semplicità è probabilmente la spiegazione migliore. Per dormire serve essere stanchi, e visto che fisicamente facciamo poco, forse non raggiungiamo la soglia necessaria. Nella lotta tra pensieri e stanchezza deve vincere la seconda, e nettamente. Se pareggiano hai sonno leggero, se prevalgono i pensieri allora serve la camomilla. E la pazienza. Per provare a fare un po’ di moto è un paio di giorni che i pochi metri quadrati che abbiamo davanti casa, il nostro giardino, vedono all’opera una improbabile coppia di pallavolisti. Ora, contestualizziamo alcuni concetti. Per prima cosa il giardino: la parola evoca spazi larghi e prato all’inglese. Non valgono nel nostro caso. Si tratta di una cinquantina di metri quadrati circondati da una siepe di gelsomino che separa il nostro giardino da quello dei vicini. Per due terzi è pavimentato, occupato in buona parte da un tavolo e sei sedie. Nella parte rimanente c’è un albero e qualche pianta. Quelle minacciate dalla brutalità dei pallavolisti di cui sopra. Ora, anche questo è un concetto su cui bisogna fare delle precisazioni. La coppia di giocatori – Alessandra e Lorenzo – è armata delle migliori intenzioni e dalla ferrea volontà di migliorare. Sghignazzano allegri mentre palleggiano, cercando di mantenere la palla in aria il più a lungo possibile. Ma chiamarli giocatori di pallavolo è troppo anche per un padre benevolo e un marito innamorato. Bisogna esercitarsi, bisogna provare, provare provare e provare… (colta citazione cinematografica, se non la cogliete al volo, date un occhiata qui). Purtroppo la palla, nel suo vagare per l’aere, assume talvolta traiettorie indefnite e beffarde che concludono la propria parabola ora sul ramo della gardenia (non siamo mica stati noi, era già rotto!) ora sul limone, ora sui vasetti con le piante grasse. Per evitare danni peggiori (e le mie incazzature epocali) ieri i due giocatori hanno piazzato delle protezioni professionali. In serie A non avrebbero saputo fare di meglio. Lo stendino in plastica è stato piazzato sopra la gardenia, una delle due sdraio è stata parcheggiata davanti al limone. Efficacia tutta da dimostrare visto che il limone è ben più alto della sdraio e il pallone arriverebbe dall’alto. Apprezzo lo sforzo comunque. Per rabbonirmi e guadagnare la mia complicità mi hanno eletto a coach. Non so se considerarla una solenne presa in giro. Ho comunque sottoscritto un contratto biennale rinnovabile per altri due. Sarò inflessibile. Il mio obiettivo è portare la squadra a migliorare il record di ben diciassette palleggi consecutivi.  E di salvare la gardenia.

Oggi aggiungeremo all’allenamento di pallavolo una seduta di aereobica anni 70/80, di quelle che una volta vedevano una giovane Jane Fonda spopolare sui canali televisivi. Scaldamuscoli color pastello, body colorato per le donne e canottiera d’ordinanza col bicipite ben in vista per gli uomini. Gluteo scolpito e pettorale guizzante. Back in the seventies, vista l’assenza di alternative faremo di necessità virtù. La canotta nera dovrei ancora averla, nonstante mi siano state requisite da tanti anni ne ho ancora una scorta. Alessandra, Annabella, che ne dite? La metto?

Una risposta a "Giorno 29 – 7 Aprile"

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  1. beh, ieri sono riuscita a non alzarmi dalla sedia dalle due alle 8 di sera, nemmeno sono arrivata in cucina per il classico the. La cena la ha preparata la metà efficace ed efficiente della famiglia (guess who), la stessa che efficacemente si allena giornalmente con una accurata selezione di video tutorial (no aerobica stracciaginocchia, ma anni 2020). Mi sono riseduta immobile sulla stessa sedia eroica esempio di insegnante, per finire gli appunti per gli studenti..fino alle 1,47 del giorno dopo. Dovrebbero farmi un monumento. Una sedia di marmo. È che mi so’ stufata di affannarmi dietro al corso e voglio finire di preparare tutto quello che mi serve fino a maggio, per non pensarci più. Cosi poi alle future videolezioni in diretta sarà tutto così lontano nel tempo che farò un casino comunque. Dunque, anche per me, “nuttata persa e figghia fimmina “(citazione popolare, politically UN-CORRECT) 🙂

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