Giorno 37 – 15 Aprile

ore 12.00

Bisognerà pur lavorare.

E cosi, nel mezzo di questa settimana anomala, riprendono le riunioni online. Ieri ho ricevuto la mail di uno degli uomini più ricchi del mondo (per l’angolo del precisino è l’ottavo uomo più ricco al mondo, nel 2017, secondo Forbes), il proprietario e fondatore dell’azienda per cui lavoro. Larry, questo è il suo nome, Ellison è il cognome, sostiene che da quando lavora da casa ha partecipato ad almeno il triplo delle riunioni alle quali partecipava precedentemente. Merito, dice, delle piattaforme di meeting on line, che hanno dato maggiore efficienza agli incontri. Considerato che vive in una villa da 20 milioni di dollari credo che non abbia problemi di condivisione degli spazi e di risorse con i suoi familiari. Noi anche, devo dire. Nel nostro piccolo il fatto di poter godere ognuno dei suoi spazi, ci consente di resistere brillantemente durante questo closing. A volte ci chiediamo come sarebbe stata la convivenza solo pochi anni fa: niente internet, o largamente insufficente per noi cinque. Quindi niente lavoro, niente scuola on line, niente giochi con amici remoti, niente video chiamate ai parenti. Di certo ci sarebbe stata la stessa identica predisposizione alla gastronomia di emergenza. Toglieteci tutto, ma non il nostro paneangeli.

Abitudine alla gastronomia che in qualche modo andrà conservata anche post crisi. Noi siamo una famiglia privilegiata, Alessandra è una cuoca sopraffina. Mancandole il tempo visto che lavora full time, riserva la sua arte per il fine settimana. Dal Lunedì al Venerdì si alza ben prima dell’alba, e prima di uscire per il lavoro tutto ciò che serve per chi mangerà a casa quel giorno è praticamente pronto. La sera ceniamo quasi sempre tutti insieme, più frugali se facciamo tardi in ufficio, ma la qualità è sempre altissima. E’ nel weekend che si alza decisamente l’asticella.  Questo privilegio lo stiamo godendo appieno in questo lungo periodo. Sotto la sua direzione artistica, si alternano manicaretti quotidiani. I figli si dilettano in creazioni ora dolci ora salate. Io godo, letteralmente. Oggi è stato il turno di Sara, crepes salate già pronte.

Per mangiare, in questi giorni, Lorenzo avrà qualche problema in più. Ha perso un altro dente, il quarto da quando siamo a casa. Sta recuperando, merito dell’apparecchio ortodontico che porta quotidianamente, una situazione di ritardo nella permuta dei denti. La questione dentaria e la stretta relazione col dentista, è qualcosa di comune a tutti e tre i nostri figli. Chi come Sara, in grande ritardo nel cambio dei denti, ha dovuto estrarne diversi tutti insieme, rimanendo praticamente sdentata per qualche mese. Chi, come Andrea, ha combattutto con un premolare che aveva invertito la propria direzione di crescita. La pazienza e la costanza con la quale ha gestito e risolto il problema sono diventati un esempio per tutti noi. Ora è il turno di Lorenzo. In tutto ciò c’è il tema topolino dei denti. Noi non andiamo al bancomat da settimane, paghiamo la spesa con la carte di credito. Caro topolino, se mi mandi il tuo IBAN ti faccio un bonifico!

A proposito di bonifico… sfogliando virtualmente il giornale mi è caduto l’occhio che tra i richiedenti il bonus destinato ai lavoratori autonomi in diffcoltà ci sono anche 600 notai. Spero, lo dico senza ironia, che sia una notizia falsa, sparsa in questi giorni da uno dei tanti avvelenatori di pozzi. Non posso credere che qualcuno facente parte di una delle categorie più protette e più ricche possa aver fatto domanda per ottenere questo sussidio. Forse è una notizia come quella della coda sulla Pontina destinazione mare, risultata poi dovuta ai posti di blocco e non al traffico di mezzi e uomini non autorizzati. Forse. Su questo forse si potrebbe riflettere, su come siamo largamente influenzabili da notizie all’apparenza innocue, a volte solo divertenti. Ma che contengono quel seme di discordia che gli spargitori lanciano a piene mani durante la semina, pronti a raccogliere generose messe di odiatori seriali. Ora contro i runner, ora contro gli altri, rei di non rispettare divieti, ora contro i notai, membri certo della casta. Il dubbio, uno dei tanti, rimane.

Tra le ottime inutili notizie c’è quella che in Veneto sono ora permessi i picnic: nei giorni del 25 aprile e del 1° maggio 2020 il picnic all’aperto è autorizzato solo nella proprietà privata e limitatamente al nucleo famigliare residente nella proprietà stessa; Solo se in giardino o terrazzo di proprietà, e solo con il proprio nucleo familiare convivente. Quindi, se ora sono permesse, significa che prima erano vietate? E se si voglia mangiare in giardino il 24 Aprile? Come diverse altre volte in questo periodo, sono perplesso.

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