Giorno 46 – 24 Aprile

ore 11.30

Alessandra (la mia musa ispiratrice!) mi ha fatto leggere un articolo sulla situazione dei nostri ragazzi, chiusi in camera e in casa. Dell’impatto sul mondo del lavoro e sulla scuola, della catastrofe economica si discute ovunque. Di come gli adolescenti di oggi, gli uomini e le donne di un domani vicinissimo, stiano vivendo questo periodo, invece, si è presa coscienza solo parzialmente. Anche noi diversamente giovani abbiamo cambiato la nostra vita, improvvisamente. Ma noi abbiamo un prima sul quale fare affidamento, la nostra storia, le nostre radici. Le scelte che abbiamo fatto. I nostri figli questa storia la stanno costruendo ora e questa esperienza ha interrotto un modo di vivere che dava loro certezze e speranze. Le certezze, se non nel cosa avrebbero fatto, erano solide sul come. In qualche maniera questa crisi mina questa sicurezza. Che non siamo in grado di sostituire con incerte visioni del futuro, che anche a noi non è chiaro, tutt’altro. Quel dopo che vedremo – prima o poi – e non sappiano come sarà. Nel frattempo se ne stanno in camera, videochat e netflix cone se non ci fosse un domani. Che invece arriverà e dovremo farci trovare pronti.

Videochat familiari che – invece – continuano a rappresentare l’unico modo per stare vicini in assenza di contatto fisico. Abbiamo cambiato piattaforma diverse volte, questa non è sicura, questa si sente male, questa non funziona in più di 4 utenti. In poche settimane siamo diventati tutti esperti di contatti video, di come si condivide lo schermo e di come si deve parlare via webcam. Prima di questa ordalia di pixel non riuscivamo a vederci spesso. Complici forse anche le distanze – ma non solo, prevalgono pigrizie e abitudini – ci si incontrava tutti insieme soprattutto nelle feste comandate e piu spesso in Agosto, al mare. Solo con mia madre e mia sorella siamo abbastanza vicini, pochi minuti di strada. Dagli altri, da mio fratello a tutta la famiglia di Alessandra, ci separano parecchi kilometri o – addirittura – diverse ore di treno. Il risultato è che ci si vede poco. Tommaso, quando ci salutiamo al termine del mese di Agosto, quando ci si incontra con una qualche continuità, dice sempre “ci rivediamo con le maniche lunghe”. Una verità, come sempre i bambini nella loro schiettezza sono dei comunicatori fantastici, altro che agenzie di marketing. L’incontro tra i cugini è sempre esplosivo. Sono sei accumulatori seriali di energia, che deflagrano nello stesso momento, nello stesso luogo. Finiscono normalmente per litigare, poi, dopo un broncio che dura qualche minuto, tornano a giocare, in un loop che non si fermerebbe se non per sopraggiunto limite di tempo. Bisogna tornare a casa. Ci si rivede con le maniche lunghe. Tra le cose che vorremmo mantenere – ci rimarrà pure qualcosa di buono da questa esperienza! – è l’abitudine di vedersi più spesso. Troppe volte abbiamo sacrificato sull’altare dei mille impegni quello che dovrebbe essere l’unico irrimandabile. Stare insieme.

Oggi giardinaggio. Andrea, di ritorno dalla spesa, è passato dal vivaio e ha portato la terra necessaria. Non so cosa succeda al nostro giardinetto durante il periodo freddo. Deve esserci qualche presenza notturna che approfitta del nostro sonno per appropriarsi della poca terra nella quale provano a trovare conforto il limone e la rosa, l’acero globoso e suo fratello minore, quello giapponese. Piano piano, giorno dopo giorno, queste presenze invisibili – forse gli spiriti degli antichi abitanti della zona di Due Santi? – consumano inesorabilmente il terriccio, un furto con destrezza magari dettato dal gelo notturno. Forse con quel bottino si costruiscono un riparo per l’inverno, o forse queste anime inquiete se ne cibano, togliendo appoggio e nutrimento alle piante. Nel frattempo mi armo di rastrello e vanga, c’è da levare erbacce, controllare e regolare l’impianto di irrigazione e livellare il terreno. Mi viene fame, mi serve un anticipo di calorie. Meno male che Alessandra e Lorenzo hanno fatto un ciambellone. Ma anche quello tende a sparire con grande velocità. Oscure presenze anche in casa. Devo indagare.

Edit: corretto pantaloni lunghi in maniche lunghe. Grazie Tommy, zio ha pessima memoria.

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