Mille facce

Quando sono all’aereoporto, dopo giorni lontano da casa, pubblico una mia foto strana. Family, I’m back! Esorcizzo la stanchezza o prendo solo un po’ in giro me stesso e chi mi aspetta? Ovviamente da casa rispondono per le rime.

Mille facce, variazioni fisiognomiche che nascono dagli incontri dei giorni precedenti. Colleghi che vengono da lontano, giorni chiusi dentro un aula provando a conoscersi e ad imparare l’uno dagli altri. Domande e ancora domande. Obiezioni, critiche. Tanti esercizi, fogli di carta attaccati alle pareti per ricordare quanto fatto il giorno prima.

Accenti variopinti contaminano linguaggi che diventano universali: Kurt Lewin e William Moulton Marston come compagni di gioco, manager che si litigano mattoncini Lego, corone di carta a premiare il Re o la Regina delle obiezioni. Imparare facendo, un po’ Montessori e un po’ Baden Powell. Imparare, possibilmente, divertendosi.

Poi la giornata finisce e rimane la curiosità per il posto dove sono: non solo ufficio, aula e aereoporto. Questa settimana ero a Reading (UK). Settimana prossima a Vienna. Poi Bucarest, Dubai, Londra. Poi chissà.

In queste pagine troverete esperienze tratte dai corsi che tengo, dalle persone che incontro, dalle cose che imparo e da quelle che condivido. E poi punti di vista – a volte privilegiati –  delle città che mi ospitano, immagini e sapori. E quello che leggo nel frattempo. E poi racconti. E foto. E chissà cos’altro.

Mille facce insomma. Le mille facce di un dado.

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